lunedì 9 maggio 2011

I nazionalisti scozzesi conquistano la maggioranza assoluta. Cameron: la Gran Bretagna resti unita

LONDRA – Referendum sull'indipendenza in vista per la Scozia: il premier nazionalista Alex Salmond potrà mantenere la promessa dopo avere portato il suo partito a una strepitosa e inattesa vittoria nelle elezioni amministrative di ieri. Lo Scottish National Party (Snp) ha infatti conquistato la maggioranza assoluta dei 129 deputati di Holyrood, l'assemblea di Edimburgo, raggiungendo la soglia dei 65 seggi, un aumento di 23 rispetto al 2007.

È la prima volta che l'Snp può governare da solo da quando il Parlamento scozzese è stato creato nel 1999. Finora aveva governato in coalizione con i laburisti e i liberaldemocratici, che avevano rallentato la spinta verso una sempre maggiore autonomia da Londra di Salmond. Oggi laburisti e libdem hanno fatto le spese dell'ascesa dell'Snp: perfino Glasgow, da sempre un feudo laburista, è passata sotto il controllo dei nazionalisti. Iain Gray, il leader laburista in Scozia, ha dato le dimissioni.

Ora il trionfo personale di Salmond, confermato premier per un secondo mandato con un forte aumento dei consensi, apre scenari nuovi per la Scozia e preoccupa non poco l'Inghilterra. Il referendum sulla scissione da Londra si terrá, ha confermato Salmond, nella seconda metá della legislatura che durerà cinque anni. Non a caso David Cameron ha subito messo le mani avanti, pur congratulandosi con Salmond per la sua «netta vittoria» e impegnandosi a «trattare gli scozzesi e il Governo scozzese con il rispetto che si meritano». Il premier britannico ha giurato di difendere il Regno Unito da tendenze indipendentiste: «Se vogliono un referendum - ha detto - io mi batterò per mantenere unita la Gran Bretagna con tutte le mie forze».

Crollo dei LibDem, Clegg grande perdente
Cameron si è potuto però consolare con una performance migliore del previsto dei Tories, che non solo hanno mantenuto le posizioni ma hanno guadagnato terreno dopo il voto di ieri. Il grande perdente è stato il suo vice Nick Clegg, leader dei liberademocratici che, come ha ammesso lui stesso, «sono stati puniti dagli elettori per i tagli alla spesa pubblica». I Libdem, partner di Governo in coalizione con i conservatori, hanno dimezzato il numero di consiglieri comunali in Inghilterra, Scozia e Galles, a tutto vantaggio dei laburisti. Secondo Tony Travers, professore della London School of Economics, il crollo dei Libdem, che non viene piú considerato il partito di protesta, riporta la Gran Bretagna al vecchio bipolarismo. La rivalità tra Tories e Labour è piú intensa che mai.

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-05-06/elezioni-scozia-112855.shtml?uuid=Aa4FUlUD

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.