
Sì, nel titolo questo blog si ispira a 'Der Himmel über Berlin' di Wim Wenders. Milano come Berlino è una città in continua evoluzione, ricca di passato e con un futuro misterioso, ed è del tutto probabile che in questa serata piovosa degli angeli stiano librandosi sopra le nostre teste. Come noto molti dei dialoghi del film sono a cura del poeta carinziano Peter Handke, una delle poche voci coraggiose che assieme a Umberto Bossi nel 1999 ebbe il coraggio di vibrare contro i bombardamenti della Nato sulle popolazioni civili della Federazione jugoslava. Una poesia di Handke in particolare apre la pellicola, parole che possono aiutarci a essere seri senza prenderci troppo sul serio. Riporto di seguito la versione italofona.
"Lied Vom Kindsein" di Peter Handke (La canzone della fanciullezza)
«Quando il bambino era bambino,se ne andava a braccia appese. Voleva che il ruscello fosse un fiume, il fiume un torrente, e questa pozza il mare. Quando il bambino era bambino, non sapeva d'essere un bambino. Per lui tutto aveva un'anima, e tutte le anime erano tutt'uno. Quando il bambino era bambino, su niente aveva un'opinione.Non aveva abitudini. Sedeva spesso a gambe incrociate, e di colpo sgusciava via.Aveva un vortice tra i capelli, e non faceva facce da fotografo. Quando il bambino era bambino, era l'epoca di queste domande:Perché io sono io, e perché non sei tu? Perché sono qui, e perché non sono lì? Quando è cominciato il tempo, e dove finisce lo spazio?La vita sotto il sole, è forse solo un sogno? Non è solo l'apparenza di un mondo davanti a un mondo, quello che vedo, sento e odoro?C'è veramente il male? E gente veramente cattiva?Come può essere che io, che sono io, non c'ero prima di diventare? E che un giorno io, che sono io, non sarò più quello che sono? Quando il bambino era bambino, non riusciva ad inghiottire gli spinaci, i piselli, il riso al latte,il cavolfiore bollito, ed ora mangia tutto, e non solo per necessità. Quando il bambino era bambino, si risvegliò una volta in un letto estraneo, ed ora gli accade sempre,gli apparivano belli molti uomini, e adesso soltanto in rari casi,si rappresentava nitidamente un paradiso, e adesso lo può al massimo intuire,non riusciva ad immaginare il nulla, ed oggi rabbrividisce al suo pensiero. Quando il bambino era bambino giocava con entusiasmoe adesso è così preso dalla cosa come allora solo se questa cosa è il suo lavoro. Quando il bambino era bambino, per nutrirsi gli bastavano pane e mela, ed è ancora così. Quando il bambino era bambino, le bacche gli cadevano in mano, come solo le bacche sanno cadere. Ed è ancora così. Le noci fresche gli raspavano la lingua, ed è ancora così.Ad ogni monte, sentiva nostalgia di una montagna ancora più alta, e in ogni città sentiva nostalgia di una città ancora più grande. E questo, è ancora così. Sulla cima di un albero, prendeva le ciliegie tutto euforico, com'è ancora oggi.Aveva timore davanti ad ogni estraneo, e continua ad averne. Aspettava la prima neve, e continua ad aspettarla. Quando il bambino era bambino, lanciava contro l'albero un bastone, come fosse una lancia.E ancora continua a vibrare.»