mercoledì 16 novembre 2011
IL SEGRETARIO ETERNO SFIDA LO STATO IMPERIALISTA DELLE MULTINAZIONALI
Fonte: http://archiviostorico.corriere.it/2011/novembre/15/Lega_sceglie_linea_dura_Torna_co_9_111115008.shtml
LA CRISI IL CARROCCIO L' «ISTITUZIONE» SECESSIONISTA
La Lega sceglie la linea dura Torna il parlamento padano
Il 4 dicembre la riapertura, a gennaio in piazza a Milano L' assenza Bossi non ha incontrato il premier incaricato, tra i due ieri soltanto una telefonata A Vicenza L' assemblea «della Padania» a Vicenza, ma non ci saranno i gazebo per eleggere i consiglieri Il Copasir All' opposizione spettano Vigilanza Rai e Copasir: per quest' ultimo è in pole Maroni
MILANO - Il Carroccio prende il largo. L' «unica forza all' opposizione» imposta un' agenda martellante: nessun colloquio con Mario Monti - né ieri né oggi -, la riapertura del parlamento del Nord in dicembre e una grande manifestazione a Milano, in piazza del Duomo, a metà gennaio. Mentre Radio Padania anche oggi aprirà i suoi microfoni ininterrottamente dalle otto del mattino alle dieci di sera: in modo che ascoltatori e militanti possano gridare forte al «colpo di Stato». Per finire, Roberto Calderoli diffida i nuovi timonieri dal cancellare i ministeri a Monza: «Perché diversamente sarà autodeterminazione...». Il primo passo dei padani è contenuto in una nota. Spiega che Bossi «non potendo partecipare di persona alle consultazioni del presidente del Consiglio incaricato per la già programmata riunione della segreteria politica del Movimento a Milano, ha contattato telefonicamente il Prof. Mario Monti». Certo, il colloquio viene definito «cordiale e collaborativo». Ma resta il fatto che Bossi non c' è perché deve partecipare a una riunione di partito. Peraltro, restano ferme «l' indisponibilità a votare la fiducia al futuro governo e la disponibilità a valutare caso per caso i singoli provvedimenti». Poi, appunto, si riunisce la segreteria. Che decide di aprire il «parlamento della Padania» (non si chiama più «parlamento del Nord») il prossimo 4 dicembre, probabilmente a Vicenza: ma si cerca un luogo ben più capiente della vecchia sede, villa Bonin Maistrello. Sarà un parlamento di «non eletti»: a differenza degli anni ruggenti dell' epoca secessionista, non c' è il tempo (e neppure la volontà politica) di organizzare i «gazebo» in cui eleggere i rappresentanti delle (pittoresche) liste di allora. Ci saranno, invece, parlamentari e amministratori locali. Infine, la manifestazione. Qualche dubbio c' è stato sull' opportunità di lanciare una maxi manifestazione unica o una seria di manifestazioni più diffuse sul territorio: l' opzione era quella dei capoluoghi di Provincia. Alla fine, ha prevalso la voglia di mostrare i muscoli, quella prova di forza («Ci siamo, nessuno potrà dimenticarselo»), così come peraltro chiesto a gran voce da numerosi interventi su Radio Padania. E dunque, la manifestazione dovrebbe svolgersi nella capitale simbolica della Padania, a Milano. I leghisti chiederanno al sindaco (di centrosinistra) Giuliano Pisapia la disponibilità per piazza del Duomo per domenica 15 gennaio. E intanto, sul versante parlamentare, si almanacca sui prossimi incarichi. In teoria, la Lega dovrebbe lasciare la presidenza di cinque commissioni: Bilancio, Esteri, Attività produttive e Ambiente alla Camera, e Cultura al Senato. In compenso, per legge vanno alle opposizioni due bicamerali: il Copasir, il comitato sui servizi segreti e la Vigilanza Rai. Oggi sono inoltre affidate all' opposizione la Giunta per le autorizzazioni a procedere e quella per le incompatibilità. Su questi avvicendamenti, molto si mormora. Anche perché è presumibile che le posizioni più rilevanti (sempre che i due non scelgano di guidare i gruppi parlamentari) andranno a Calderoli e Maroni. L' ex ministro dell' Interno sarebbe sulla carta un candidato naturale per il Copasir. «Purché - scherza il pd Emanuele Fiano - non ci chiedano di trasferirne la sede a Saronno». Ma sul decentramento delle sedi istituzionali, i leghisti non hanno voglia di scherzare. Se Giuseppe Civati (Pd) ieri è stato pronto nel chiedere di «restituire gli spazi» dei ministeri di Monza «al territorio», Calderoli ha avvertito che qualora fosse «vanificato questo minimo segnale di attenzione verso il Nord», la risposta sarebbe «l' autodeterminazione». M. Cre. RIPRODUZIONE RISERVATA **** Il parlamento della Padania Le strategia Il 4 dicembre riapre il «parlamento della Padania», probabilmente con sede a Vicenza: vi prenderanno parte di sicuro deputati, senatori e amministratori locali del Carroccio **** La manifestazione a Milano Annunciata una manifestazione, dovrebbe svolgersi a Milano. I leghisti chiederanno al sindaco (di centrosinistra) Giuliano Pisapia la disponibilità di piazza del Duomo per domenica 15 gennaio **** Il colloquio telefonico Bossi non ha preso parte personalmente alle consultazioni del premier incaricato Monti, ma lo ha soltanto sentito al telefono. È rimasto a Milano per la riunione della segreteria politica della Lega
Cremonesi Marco
Pagina 10
(15 novembre 2011) - Corriere della Sera
Praa de Magioster per Semper
Fonte: Opificio Monzese delle Pietre Dure
www.opificio.splinder.com
THE BEATLES IN THE BRIANZASHIRE
Praa de Magioster per Semper
Prossime presentazioni in Libreria:
Merate, Piazza Prinetti 26 - Libreria Mondadori Venerdì 02/12/11, ore 21:00
Oggiono,Via Longoni 27 - Libreria Liberamente Sabato 26/11/11, ore 17:00
Monza, Via V. Emanuele 15 - Libreria il Libraccio Domenica 27/11/11, ore 17:00
Vimercate, Piazza G. Paolo II 1 - Libreria li Gabbiano Giovedì 08/12/11, ore 17:00
A cinquant'anni dalla scrittura / incisione del primissimo singolo dei Beatles (Love Me Do, 1961 / 62) per merito del celeberrimo duo Lennon-McCartney, la Brianza celebra da par suo i favolosi Fab Four con un libro ad hoc e un doppio CD allegato: trentadue celebri canzoni tradotte ed eseguite nella lingua del Brianzashire. Ad arricchire questo tuffo nel passato, il libro include trentadue splendide fotografie in bianco e nero - una per ogni canzone - realizzate da venti fotografi brianzoli DOC.
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martedì 1 novembre 2011
SEGRETARIO ETERNO ALLA SAGRA DELLA ZUCCA DI PECORARA: IL PUGNO E' DURO

(AGI) - Pecorara (Piacenza), 31 ott. - "Milioni di persone vicono alle spalle del nord: ditemi se questo e' un paese che puo' durare? Ho i miei dubbi, non basta mettere fuori un tricolore". Cosi' Umberto Bossi, durante un comizio alla Sagra della Zucca di Pecorara, nel piacentino. Sul palco al fianco del Senatur anche il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti.
Il leader della Lega Nord ha rivendicato il ruolo "determinante" del suo partito nella stesura della lettera inoltrata la settimana scorsa da Palazzo Chigi all'Unione Europea e ha ribadito che il Carroccio "si e' schierato contro la richiesta di tagliare le pensioni di anzianita'". "Io sto sempre in allerta quando sento parlare di Europa", ha poi continuato. "Loro (l'Unione Europea, ndr) - ha spiegato - non capiscono che il Paese sono in realta' due Paesi divisi, uniti da quei disgraziati dei savoiardi (il riferimento e' ai savoia, ndr)".
"Che il nord fosse libero - ha proseguito - sarebbe uno dei Paesi piu' ricchi d'Europa". Ad alcuni militanti che gridavano 'secessione', il senatur ha risposto: "i ministeri sono a Monza e la' restano: e' il primo passo del nord". "Noi siamo abituati a lottare", ha garantito. "Ne abbiamo piene le scatole di pagare e tacere, non vogliamo andare a picco", ha continuato.
"Sara' dura mandarci a picco, non e' perche' lo dice Roma". "Il pugno e' duro", ha ammonito, "terremo duro, finche' un giorno saremo liberi". A chi gridava 'Padania libera', ha poi replicato: "questo e' il grido che fa tremare quei co...zzi del centralismo romano". "Nessuno puo' fermare il popolo - ha concluso - ci ha provato anche Gheddafi e avete visto che fine ha fatto".
BOSSI, ANCORA NON SALVI DA DEFAULT
"Non ancora". Cosi' Bossi ha replicato ad un militante che, durante il comizio gli aveva gridato: "Ci hai salvato dal fallimento".
PENSIONI: BOSSI, SERVONO GABBIE PREVIDENZIALI
"Il federalismo l'abbiamo gia' preso, ma non basta, occorrono le gabbie previdenziali", ha detto ancora Bossi. Fare le gabbie previdenziali significa, per il segretario federale della Lega Nord, "ottenere per quel che paghiamo". La proposta, ha spiegato, e' stata lanciata da un consigliere regionale veneto.
"E' una bella idea", ha commentato, "a parte la Lombardia che e' pari tutte le regioni del nord danno piu' di quel che ottengono al contrario di quelle del sud: il nord paga il 74%; il sud paga il 59% ed ottiene molto di piu'".
LEGA: BOSSI, E' GRANDE FAMIGLIA, OGNI TANTO QUALCHE LITE
"La Lega e' una grande famiglia, anche se ogni tanto c'e' qualche lite", ha affermato Bossi. Sul palco, insieme al senatur, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, (che da cinque anni non manca all'appuntamento con Bossi), il governatore del Piemonte, Roberto Cota e, in mezzo ai dirigenti locali leghisti, anche, a sorpresa, Renato Farina. (AGI) .
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