lunedì 11 luglio 2011

Lunga vita ai combattenti indipendentisti del SPLA: dalla tenace lotta del valoroso popolo sud-sudanese una grande lezione per l'imborghesita Padania.



Fonte: http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/410808/

09/07/2011 - KHARTOUM PERDE TRE QUARTI DELLE RISERVE DI PETROLIO E HA GIÀ OCCUPATO UNA ZONA CONTESA SUL NUOVO CONFINE

Sud Sudan, poveri ma indipendenti

Nasce dopo 50 anni di conflitti il 54˚Stato africano. L’Onu invierà 7 mila caschi blu

PAOLO MASTROLILLI INVIATI A NEW YORK

Il nuovo Stato del Sud Sudan non era ancora nato, quando ieri mattina il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato all’unanimità l’invio di una missione di pace nel suo territorio. Circa 7000 soldati e 900 poliziotti, che dovranno garantire la tenuta della fragile pace con il Nord. Già questo dovrebbe bastare a capire quanto sia complicata la situazione, ma in realtà c’è di più, perché la guerra continua anche in altre regioni ai confini dell’ultimo, il 54˚, Stato africano.

Il Sud Sudan è nato ufficialmente alla mezzanotte di ieri, salutato anche da un messaggio di auguri del Papa, dopo circa vent’anni di guerra civile. È grande più di Spagna e Portogallo messi insieme, ha meno di 10 milioni di abitanti e buone risorse petrolifere, ma è uno dei Paesi meno sviluppati al mondo: basti sapere che ha il peggior tasso di mortalità infantile e l’84% delle donne è analfabeta. Le differenze tra Khartoum e gli ex ribelli del Sudan People’s Liberation Army erano etniche e religiose, perché il Nord è arabo e musulmano, mentre il Sud ha una buona presenza cristiana; ed economiche, perché il 75% delle risorse petrolifere sono nelle regioni meridionali e costituivano un terzo del Pil nazionale. Su queste divergenze hanno giocato anche gli interessi internazionali, perché l’Occidente ha un rapporto molto difficile con il presidente sudanese Omar al-Bashir, già alleato di Osama bin Laden e ora incriminato per genocidio nel Darfur, e quindi vedeva bene un suo indebolimento.

La pace era stata firmata nel 2005, e prevedeva che un referendum decidesse il futuro del Sud. Nel frattempo una missione Onu chiamata Unamis avrebbe garantito la stabilità durante la transizione. Il referendum si è tenuto a gennaio e il 99% degli abitanti ha scelto l’indipendenza. Già ieri Khartoum ha riconosciuto il nuovo Stato, promettendo relazioni amichevoli, ma questo non vuol dire che i problemi sono finiti. Per evitare subito nuovi conflitti, l’Onu avrebbe voluto estendere il mandato di Unamis, a cui partecipano anche osservatori italiani. Il Nord però ha detto no, e quindi ieri il Consiglio di Sicurezza ha approvato la nuova missione Unamiss, o piuttosto ristrutturato la precedente: in sostanza ha aggiunto la S di South Sudan e spostato il raggio d’azione sotto il confine tra i due Paesi, nel solo territorio della nuova nazione.

La paura di atti ostili da parte del Nord, peraltro, non è l’unica minaccia alla stabilità della regione. L’Onu infatti ha appena autorizzato l’invio di una missione separata, composta da 4200 soldati etiopi, per favorire la pace nel vicino territorio di Abyei, mentre un altro conflitto che richiederebbe un intervento è quello in corso nel Sud Kordofan, l’ultima regione petrolifera rimasta nelle mani di Khartoum ma tentata dalla secessione.

martedì 5 luglio 2011

UNA MESSA PER OTTO


Lunedì 11 luglio alle 17.30 nella Chiesa di San Sigismondo (presso la Perinsigne Imperiale Basilica di S. Ambrogio) si terrà una S. Messa a suffragio di S.M.I.R.A. Franz Josef Otto Robert Maria Anton Karl Max Heinrich Sixtus Xaver Felix Renatus Ludwig Gaetan Pius Ignatius von Habsburg-Lothringen, già eurodeputato della bavarese CSU e Re (de jure) del Regno Lombardo-Veneto.

Sarà possibile firmare un registro di partecipazioni che verrà consegnato alla Famiglia Imperiale e Reale. Per ogni tipo di informazione rivolgersi a info@lombardoveneto.eu