lunedì 1 novembre 2010

Cucina Identitaria III - La Rusumada

( fotografia da : www.scoprilecco.it)
Oggi parliamo, finalmente, di un piatto della tradizione padana e, più specificamente, del comasco e del lecchese.

La rusumada o rosumada è una crema che viene di solito servita a fine pasto, ma va benissimo anche come merenda. Funge sicuramente da ricostituente corroborante nei mesi freddi. Nella tradizione popolare viene anche considerato uno strumento efficace nella lotta al raffreddore ed è pure afrodisiaco! ;)

Il nome deriva dal dialetto lombardo e rimanda al tuorlo (rosso) dell'uovo ( il russ d'oof o russum).

E' una lontana parente dello zabaione, infatti gli ingredienti sono le uova, lo zucchero, il vino rosso (o il latte nella versione per i bambini). Ne esiste anche una versione fredda, che è uguale in tutto e per tutto alla ricetta che vi lascio qui sotto, se non per l'assenza totale di cottura.

Il primo ricordo "gastronomico-padano" che ho in assoluto è legato alla rusumada. Una delle mie nonne, infatti, mi preparava spesso questa crema dolcissima. Lei si faceva aiutare dalla tecnologia, infatti utilizzava un robot da cucina e io gongolavo già solo quando mi mandava a cercarlo in un mobile rosso della sua cucina, ma volendo potete anche prepararlo utilizzando una forchetta o una frustina da cucina.

Ecco gli ingredienti per un paio di bicchierini da zabaione: vi serviranno quattro uova freschissime, sia per evitare problemi batterici, sia perchè più sono fresche, più si montano bene , quattro cucchiai rasi di zucchero, quattro "gusci" di vino rosso o di latte, soprattutto se dovete prepararla per dei bambini, e un pizzico di sale.

Ci sono due metodi per procedere. Il primo metodo più veloce è quello di mettere i tuorli con lo zucchero e le uova in un mixer, di far gonfiare bene il composto mentre si aggiunge il vino e di porre la crema in un contenitore a bagnomaria, fino a quando non vela il cucchiaio. A questo punto aggiungere gli albumi montati a neve con un pizzico di sale e servite il tutto.

Il secondo metodo è un po' più laborioso e consiste nella preparazione direttamente nel pentolino a bagnomaria, aiutandosi con una frustina da cucina. Mettete i tuorli con lo zucchero, montate il tutto fino a quando non è diventato color giallo pallido, aggiungete il vino e, da ultimo, gli albumi montati a neve con un pizzico di sale. Ricordate che la cottura deve essere dolcissima e lentissima.

State attendi a non appoggiare mai il contenitore direttamente a contatto con il fuoco, i rischi di ottenere una frittata aumenterebbero in maniera esponenziale!

Servite il tutto in bicchierini da zabaione, volendo con un ciuffetto di panna montata e un paio di biscottini lingue di gatto.


Buon Appetito!

1 commento:

  1. I tuorlofili ringraziano per questa ennesima, preziosa segnalazione. Proverò quanto prima la tua ricetta, nel frattempo vado a bere qualche ovetto fresco fresco..

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